È
squallido pensare che tutto si riduca ad una manciata di sensazioni nella vita
di tutti i giorni. Sensazioni di egoismo, di ingordigia, di rivalsa sugli
altri. Sensazioni che vedono voler troneggiare sugli altri, ridurli
all'umiliazione. Essere così bramosi e dipendenti da sensazioni di basso
livello. Sensazioni che scompaiono solo appagandole. La nostra mente è
incatenata ed il nostro cuore scompare lasciandoci soli nell'oblio dei nostri
sensi e nel nostro piccolo mondo fatto da un quarto d'ora. E quando svanisce,
rimane solo il vuoto grigio come il nostro umore. Come un cane rabbioso che
sgozza la sua preda bramoso di distruzione. Con questa logica ci affanniamo il
più delle volte nella vita di tutti i giorni. In macchina, a lavoro, in mezzo
alla gente. Vogliamo vincere su tutto e tutti. Vogliamo essere coloro che
vengono visti con timore e rispetto. Vogliamo dei sudditi, non degli amici. Non
sappiamo nemmeno più cosa significa. Pensiamo solo che divertirsi insieme sia
tutto ciò che conta. Ma il vero valore nasce quando non si ride, ma si piange. Lì
la vera condivisione bilancia le risate e completa un rapporto senza maschere,
dove non si ha paura di spogliarsi di tutto ciò che gli altri vedano di noi e
che in realtà non siamo. Un coraggio tremendo. Devastante. Che forse molte
persone, compreso me, non hanno spazio in se per contenere. Forse è questa la
differenza tra vivere ogni giorno e sopravvivere ad esso. La differenza tra la
pace ed il tormento.
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