giovedì 2 aprile 2020
Già dimenticato
Un attimi fuori dal tempo, la mia mente nonriconosce il mio io. come il ritorna da un film coinvolgente, faccio fatica a sentirmi in uesto corpo, come se cominciassi la mia avventura in questo momendo in questo preciso istante. estraneo, sbagliato, falso. piano piano la sensazione viene sopraffatta dalla routine, la sensazione svanisce in un senso di profondo difetto. un difetto necessario per continuare a vivere. per non impazzire dietro una certezza impossibile. il mondo ritorna prepotente pronto a fare domande e a pretendere risposte. nulla è successo. forse uno sbaglio. la musica cambia. e non ricordiamo più cosa stavamo ascoltando. non ricordiamo più chi eravamo.
Finalmente un uomo.
Quando l’uomo guardo finalmente il cielo, non vide la sua
immagine riflessa, ma solo l’infinita distesa del suo io bambino, immerso in un
azzurro tanto intenso da rapire ogni suo pensiero. Da laggiù vide il suo
ricordo sorridergli come per dirgli “era ora che ti accorgessi di me”, sono
sempre stato qui, ma non hai mai rivolto lo sguardo verso di me. L’uomo capì,
chiuse gli occhi per un secondo. Quando li riapri il bambino non c’era più. E nemmeno
lui. Prese un respiro profondo, come se fosse il primo dopo tanto tempo. Aveva tutta
la vita davanti e nessuna paura. Era finalmente un uomo.
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