lunedì 21 aprile 2008

Principesse

Delle volte mi sembra di aver già vissuto.. è strano come guardandomi indietro capisco di aver già saputo determinate cose o di aver agito con la consapevolezza che tutto sarebbe andato come sapevo. mi viene il dubbio e il timore che quello che chiamo spontaneità non sia tale da parte mia.. eppure evito in ogni modo di fare programmi o progetti a lungo termine, eppure mi comporto come se tutto fosse organizzato e progettato. forse per paura.. paura di dimenticare qualcosa,di rovinare un particolare o un atmosfera.. paura di perdere il treno. o forse per essere all'altezza, per offrire ogni volta quellon che ti meriti, e in parte, quello che "ti spetta di aspettarti da me". Io per te vorrei essere in ogni istante la persona migliore che tu possa mai conoscere. e se non ci riesco vorrei cercare di esserlo. è quasi un ossessione per me. non capisco perchè. forse per il concetto di donna che mi è stato inculcato fin da piccolo e per svariati anni non sono riuscito a relazionarmi con nessuna ragazza, tanto in alto le vedevo. angeli che non lasciano orme. principesse senza re. che certo non guardano in basso fino dove sono io. tutto gli è loro dovuto. e non sarai mai intelligente o interessante per attirare la loro attenzione. e se cosi sarà, non ci saranno secondi interessi dietro un loro sorriso. che brutto.. ripenso a mille situazioni passate. a mille tormenti per loro.. diciamo fino a che avevo 14 anni tutto è stato cosi. poi mi sono reso conto che il mondo dove vivevo non era come me lo immaginavo. e ho realizzato che ero io ad essere sbagliato e non la vita che era cosi dura. era solo difficile, estremamente difficile. io non ero nessuno, e le ragazze erano il mondo, l'universo immerso dentro un volto, un corpo, due occhi, un sorriso. Mi sono sentito sempre inadeguato. mille persone intorno a me. chi sapeva cosa dire. chi sapeva come essere, come comportarsi. chi sapeva dove andare, chi sapeva cosa fare. io non spaevo nulla. io arrivavo sempre dop gli altri. un bambacione indietro di un secolo. potevo stare solo li da una parte a guardare senza essere visto. perchè grande sarebbe stato il terrore se la mia verità fosse stata svelata agli occhi di chiunque. se quella ragazza che mi piaceva avesse saputo di me e di ciò che provavo, con che coraggio l'avrei mai più guardata negli occhi. e se avessi saputo che il mio sentimento fosse stato ricambiato? panico. vero panico. talmente panico da desiderare tutto il contrario. seppur doloroso, almeno conosciuto. almeno una situazione in cui nessuno si sarebbe aspettato niente da me.
Per tanti anni ho vissuto all'ombra di altri. c'era il più bravo. il più forte. il più bello. quello che ci sapeva più fare. il più simpatico. il più socevole. io non ero nessuno, ma avrei voluto esserlo. il "qualcosa". non agli occhi degli altri. agli occhi di me stesso. avrei voluto avere motivo per vantarmi di me verso di me. aver motivo di orgoglio. essere il primo in qualcosa. non perchè il primo era il più forte. ma perchè chi arriva primo, fino a quando nessuna gara si disputerà, rimarrà il primo e non avrà nessuno davanti di cui disperarsi. di cui invidiare la posizione. di cui sperare di essere. poi tante cose sono cambiate. la scuola, gli amici. le situazioni. è come se chi mi stava davanti si fosse disperso. è come se io da secondo fossi diventato il primo per abbandono. ma se ci ripenso, tutte le cose che mi piacevano quando ero più piccolo, le cose che dicevo e che facevo quando frequentavo le scuole medie e i primi anni delle superiori.. erano sempre le stesse degli anni dopo.. inventare.. organizzare.. parlare di cose strane.. è come se il mondo piano piano si fosse interessato a ciò che mi interessavo io già da tempo. come se inventare un qualcosa di bello tutto ad un tratto non fosse più "ma a che cacchio serve" o "che cacchio stai a fa" o "che roba da sfigati" si fosse trasformato in "wow, che figata" oppure, "come cavolo fai?" o ancora "qui servirebbe fabrizio". in contemporanea sono cominciati i primi pensieri leopardiani e le prime cotte autolesioniste. in cui tutto ti sembra surreale. ti sembra di essere entrato in un altro mondo. in un mondo in cui sei convinto di avere tutti gli strumenti per capire, per mettere gli eventi e i pensieri tutti in fila e passi ore ed ore a pensare, a volare con la mente.. a disperarti, a piangere e cercare di capire.. capire... capire come tanto amore possa vivere in un cuore solo. come le persone non abbiano strumenti per capirsi e conoscersi. come la menzogna sia sul volto e sulla bocca di tutti. senti un desiderio di riscatto, di rivolta. credi di essere una persona diversa. i tuoi ideali brillano anche su cose che pensi di conoscere o saper amministrare, ma non ti rendi conto che non sai nemmeno di che stai parlando. sei convinto che la cosa giusta sia l'unica cosa da fare. e che tu sei abbastanza forte per essere una persona retta. poi ti accorgi che è difficile. che a volte vorresti solo pace. che a volte il quieto vivere richiede sacrifici duri da compiere anche se è per una giusta causa. ti accorgi di essere un animale sociale, che per quanto completo ti possa sentire, ancora non vinci la solitudine. che per quanto "gli altri" o "il mondo esterno" ti faccia schifo per la sua falsita, non riesci a viverne senza e al di fuori. le maschere con cui tutti "gli altri" si coprono il volto, sono le tue stesse. come tutti vivi dentro matrix e ne sei dipendente. e certe volte capisci che la cosa giusta assoluta non è la cosa giusta in relatà. che togliere la maschera è impossibile. che la cosa che va fatta è non diventarne schiavo. rimanere consapevoli di se stessi. consapevoli di ciò che si è nell'umiltà anche delle nostre debolezze. non averne vergogna, pur cercando in ogni momento di superarsi. accettarsi e capirsi, al fine di individuare l'errore nel nostro vivere e non autopunirsi. ogni singolo momento non si ripeterà mai.. e la cosa più brutta che mi può accadere è di non rendermi conto che in ogni singolo istante sono consapevole delle mie scelte. e se domani avrò un rimpianto o un rimorso, non sarà perchè non ho saputo scegliere, ma perchè ho scelto per determinati motivi un qualcosa. e che se torni indietro nel tempo i quell'istante non sarebbe potutto andare diversamente.
Possiamo indossare mille maschere, ma quelle che ci fanno più male sono quelle che indossiamo con noi stessi. le persone che fingiamo di esseere gardandoci allo specchio. perchè qualsiasi cosa diciamo, non possiamo fingere di non volere qualcosa o non essere noi stessi o non piacersi o non voler aver agito in diverso modo. seguire il cuore, seguire la sincerità. con più onestà possibile. nel rispetto di noi stessi. nel rispetto dei nostri sentimenti.
In più di una volta ho infranto i miei ideali. ho violto le mie regole. ma una regola è tale se ad emanarla, far rispettarla e violarla c'è lo stesso soggetto? può definirsi regola? è più uno stratagemma per definire un qualcosa messo li senza nessun senso. come se stessi prendendo appunti.
Ora come ora sono confuso, è parecchio che sono qui a scrivere e ho perso completamente il filo del discorso, da dove ero partito. Di lei (di te) potrei scrivere mille cose. ma non capisco che cosa lei sia per me. quanto la mia solitudine, quanto il mio desiderio di avere una persona che si lasci amare incondizionatamente possa avermi influenzato. quanto ciò appena scritto sia bene e sia male. come l'amore possare essere cattivo e dannoso. come amando possa ferire.
Sei una cosa meravigliosa. una persona bramata per decenni. profondamente desiderata e cercata nei volti di mille ragazze. eppure non ti riconosco avendoti davanti. eppure il mio coraggio non è qui dove lo sto cercando. non so nemmeno se voglio cercarlo. non riesco a capire chi sei e che ruolo hai nella mia vita. ho tanta paura di perderti e di non poterti più raggiungere. di tutti i nostri discorsi.. si li ho capito e condivisi. delle volte più, delle volte meno. delle volte non sapevi di ciò che parlavi perchè ti ho tenuto nascosto delle cose, ma a fin di bene. non per me, ma per te. Sei speciale. capisco perchè cosi tante persone ti vengono dietro. capisco altre persone che hanno perso la testa per te. è come se non mi ritenessi degno di te, sapendo che altri darebbero molto per avere solo la metà di quello che ho conquistato io. e cioè quello spazietto nel tuo cuore. quel tuo affetto meraviglioso. quella luce quando mi guardi che si accende dentro i tuoi occhi. quell'onda di non so nemmeno io cosa che mi colpisce quando ti sto vicino e ti avvicini ancora di più. tutto questo vale moltissimo, ha un valore incalcolabile. e io chi sono per farmi passare anche lontamente in mente il pensiero di poter rifuitare tutto questo? sono una persona che non ti merita direbbe la mia coscenza. ma la mia coscenza è anche il risultato di ciò che mi hanno insegnato. e quella dolcezza che immensa che sento dentro ogni volta che abbracciandoti ti guardo negli occhi e ti bacio.. il mio cuore è partecipe. e non ce la faccio a sentirmi in colpa verso il mondo. non ce la faccio a non volerti amare in quell'attimo in cui tutto il mondo sparisce e ci siamo solo noi.
Tutto questo non vuol dire nulla. tutto questo non è mai accaduto nel modno reale. questo vive ed esiste solo dentro di me. e se tu vuoi anche dentro di te. non ti chiederò mai nulla e non voglio che tu mi chieda niente. forse è proprio cosi che due persone riescono a volersi bene veramente. o forse no. non lo so. continuo a crescere ogni giorno. forse domani imparerò qualcosa che oggi non so. e forse tutto questo cambierà. non lo so.

giovedì 17 aprile 2008

Voglia

Ho voglia di vederti. Ho voglia di creare ancora un sogno. Ho voglia di vedere i tuoi desideri realizzati. Vorrei essere il tuo respiro, la ragione del tuo abbandono. Ancora per una sera.. non pensare. Cercare di immaginare di essere altre persone, in un altro tempo. Poter essere finalmente noi stessi senza paure, senza riserve. Poter creare qualcosa di bello, qualcosa di indimenticabile e unico come tutte le volte che ti ho avuta tra le braccia, come tutte le volte che mi hai guardato e hai distolto il tuo sguardo dopo aver incrociato il mio, quasi timorosa che se non avessi desistito avrei potuto scorgere nel fondo dei tuoi occhi qualcosa di impronunciabile, qualcosa di inesistibile. Li c'è la ragazza che conosco. Li ci sei tu e non ti vuoi far vedere. Perché quello che sei non è pronto per uscire fuori, anche se lo vorrebbe in maniera incontrollabile. Ha paura di essere ucciso, di soffrire. E fa bene. Chiunque ne avrebbe. Ma è meraviglioso sapere che ci sei. Che anche tu possiedi quella scintilla d'infinito che il mondo chiama in mille modi e che più di una volta ho chiamato pazzia. Perché sola e contro tutti cerca di farsi spazio dentro noi stessi. A volte ci fa sentire immensamente tristi. A volte immensamente felici. Mi ha fatto capire più di una volta che quello che consideravo certezza non era tale. Che quello che giudicavo superfluo, era in realtà l'essenza. Piccoli particolari, piccole sfumature, ora cosi grandi. Mi ha dato il coraggio di cercarti. Di accorgermi che non eri una stella lontana anni luce immensamente bella da guardare, ma eri qui accanto a me, e mi stavi cercando.

Ora tutto questo può non aver senso o significato, o magari può averlo perso. Mi domando se tutto questo può passare inosservato agli occhi del mondo. Non certo ai miei. Ogni istante mi domando chi tu sia in realtà per me. Sei un ricordo meraviglioso o qualcosa di immensamente bello che mi sto lasciando sfuggire? Non ho la più pallida idea. Ma il solo ricordarti mi fa fare un salto nel tempo a quei momenti con te. E la nostalgia ed il desiderio si arrampica dentro me. Domani ti rivedrò. Come non fare del tutto per riuscire a stare un po’ insieme? Perchè non posso? Per te? Per me? Per noi? Perchè!

Il Gioco

Scherzi, battute e risate. Piccoli gesti. Un piccolo contatto. Un abbraccio. Piccoli, microscopici secondi e impercettibili gesti, sono la mia vita, il mio cibo. Ti adoro quando non dici perchè non vuoi e non devi dire, ma il tuo corpo non ti segue e ogni tanto sfugge al tuo controllo. Una continua lotta tra quello che vorresti e quello che vorresti volere. L'eterna lotta tra il cuore e la mente. Tra se stessi e ciò che vorremmo essere. Dov'è il giusto? Nessuno può dirlo. Ma mi cibo della tua spontaneità. Dei tuoi desideri. Sono come aria che respiro standoti accanto. Il più bel regalo che tu mi possa mai fare. E quando ti distrai un po' dal tuo duro compito che ogni giorno cerchi di portare avanti e riesci a guardarmi senza barriere, magari pensando che non me ne possa accorgere evitando di essere scoperta, ogni volta ho paura di sciogliermi. Di liquefarmi sul pavimento tale è l’intensità del tuo sguardo. Come un raggio laser mi colpisci e riesci a fermare il tempo. In quell'eternità fatta di millesimi di secondo noi siamo soli. In quell'attimo possiamo amarci senza chiederci cosa stiamo facendo e come lo dovremmo chiamare. Poi tutto riparte. Il gioco ricomincia. Ed io torno a scrivere di te.

Un pezzo del puzzle

Mi viene voglia dipiangere.. prendere una pausa dal mondo. Nemmeno avessi fatto chissachè poi.
Non capisco questasensazione che mi abbatte. è com essere perdutamente innamorato. E' comesentirsi perdutamente solo. Non riesco a mettere a fuoco. Non riesco aregaire. Forse perchè aspetto che qulcosa accada e nel frattempo mi ritrovo a galleggiare. E' tutto sfocato.. poco nitido.. fatti, situazioni.. tutto ciò che accade è come se stessi vedendo un film su uno schermo piccolo in una stanza affollata. Ogni cosa ti distrae. La mia mente torna sempre a quella sera. A quelle immagini e sensazioni che per quanto confuse sembrano cosi chiare e irripetibili. Come se stessi guardando e riguardando un film bellissimo, di cui nonostante conosca già la trama e la fine, non mi stanco di rivedere solo per quello che rievoca in me. Cose che credevo esistessero solo perchè le avevo immaginate, e mai viste ne provate. Cose dimenticate nel tempo o solamente sfiorate. Attimi divini in cui tutto te stesso si rovescia per poi cambiare ancora. Ogni cosa diventa relativa. Tutto diventa possibile. Essere diversi. Essere se stessi. Sentire che il mondo può aspettare ancora una sera, perchè la vita è venuta a bussare alla tua porta e ti ha travolto inaspettatamente, proprio quando hai perso tutte le speranze o ti sei adagiato nella rassegnazione, o peggio ti è stato fatto credere che sei tu il pazzo e che tutto quello che hai provato dentro di te non potrà mai vedere la luce.
Un pezzo del puzzle che da una vita costruisci ti viene donato e fatto incastrare alla perfezione. Hai lottato. Ci hai creduto contro tutti e tutto. Alla fine sei stato premiato. E ora che succede? Un altra gara? Il gioco ricomincia? Perchè è tutto finito? O non lo è affatto? Che cosa sta succedendo cosa? Come è possibile tutto questo. Dove sei, che cosa è successo. Come mettere da parte tutto quello che senza parole ci siamo detti e confessati? Forse, come dici tu, è meglio far finta che a parlarsi siano state solo le nostre menti.. coscenziose, codarde ma alla fine giuste. E pure sanguina il tuo cuore lo sento. Me ne dispiace. Non so se ti ho fatto un dono o ti ho trafitto alle spalle. Mi seppellirei se ti ho ferito.. ma come fa l'amore, se pur fugace, a fare male? Come posso ferirti amandoti? Non capisco. Non capisco come poter rinunciare ad un attimo di vita ultraterrena per cento giorni di dolore. Il rimpianto, non ha prezzo, dovessi morire. La consapevolezza di rischiare di perdere ciò che più cerco, o semplicemente di provare a cercare in te quella scintilla divina, unica e tua soltanto, che insieme a mille uguali cerca un buio da rischiarare e da confortare.

l'anima mia piange e non sa perchè. Non capisco. Mi sento vivo e immensamente triste.

Aliante

Ora tornerò a casa.. penserò durante il tragitto. A me.. a lei.. alla mia vita.. come ogni volta.. cosi tante volte che a ripensarci ti sembra persino inutile. Eppure sempre necessario. non ne puoi fare a meno. E' come se non cercassi una risposta, ma solo una giustificazione per dedicare attenzione a questa sensazione, a questo stato d'animo.
Che poi la parola "stato d'animo" è brutta e riduttiva. cataloga senza pietà nè tatto, oggettivamente la fotografia senza pathos della tua anima, quasi relegandola a puro oggetto di un analisi scentifica, su un tema cui di scentifico non c'è nemmeno l'ombra.
Come se fosse un viaggio cullato dalle correnti d'aria. Planare nella nostra coscienza, sulle valli dei ricordi e delle sensazioni, come in un aliante: avere sì il controllo ma non totale del nostro mezzo di trasporto. Poter andare un po a destra.. un po a sinistra.. più o meno in picchiata.. ma la direzione non la controlliamo. Un flusso di coscienza che ci sfugge per quanto padroni di casa. Un fiume che per quanto ci possiamo opponere non smettere di correre e di compiere il proprio destino. Noi tristi e stremati spettatori avvolte, aspettiamo che la "piena" finisca il prima possibile o andiamo a cercare ripari di carta o paglia convincendoci che lì saremo al sicuro. Nascosti dietro un ramoscello dallo sguardo di noi stessi. Continuando a ripeterci di non pensare perchè inutile. Perchè passerà. come lo stato d'animo, un'altra parola messa li dall'umanità, ci rassicura senza successo, che prima o poi tutto questo che sentiamo svanirà o perlomeno si affievolirà fino a perderle tutta l'importanza vitale che oggi occupa la nostra mente, tutta l'importanza straziante che ricolma il nostro cuore. Domani sarà un altro giorno. Domani sarai un altro.. o melgio, lo crederai o te ne sarai dimenticato.

Distanza

Che cosa strana la distanza.. è strano come una cosa vicina possa essere vista in maniera completamente diversa quando manca. Come giudicare tutto questo? Ti accorgi dell'importanza reale? E' il bambino a cui tolgono il giocattolo?
Eppure se ripercorri con la mente e ti reimmergi in situazioni vissute riesci a volare cosi alto che da lassù non riesci nientaltro a vedere quanto di meraviglioso sta sfumando all'orizzonte.
A quel punto quello che senti dentro è una nostalgia immensa. Un amore legato, scalciante, che in ogni istante cerca di scuoterti e di insinuare il dubbio sulla strada che hai deciso, o chi per te, di percorrere. Se veramente la cosa giusta che la mente ti dice ha il diritto di farti calpestare ciò che di più puro il cuore partorisce. Una sensazione che non riesci a legare ad un tempo, a cui non riesci a dare un perchè: Vivere e basta, senza il diritto, o con troppa paura, di chiamare tutto ciò amore. Eppure è ciò che di più onesto provi. Ciò che di più magico e più puro riesci a percepire attraverso la tua pelle. Tutto ciò che ti fa sentire vivo e per quanto possibile allontana quel velo di tristezza dal tuo istante. Volare per un attimo. Quanto basta per rendersi conto che non sei pazzo. Che veramente quel cavallo scalciante che senti dentro può essere placato e liberato. Che tutto quello che di bello e intenso senti dentro può venir fuori quando il tuo cuore sussulta per un istante e tutta la tua anima esce fuori perdendosi nell'aurea di un altra persona. In un semplice sguardo magari.. in una semplice frase.. in una semplice carezza od in un meraviglioso ed indimenticabile bacio.
La mia domanda ed il mio dubbio è proprio su questo: quello che io sento ed ho sentito in queste situazioni. Può essere solo un ricordo distorto da quella che intendo per "Distanza"? Può essere sbagliato tutto questo?
Può un sentimento cosi immenso e puro dover essere represso e distrutto per giusta causa? Come vivere onestamente e giustamente se la tua parte più innocente e viva ti porta a fare cose che ragionandoci troveresti scorrette? Siamo sbagliati fin nel principio? O non siamo adatti per vivere secondo le regole che siamo prefissi sin dalla notte dei tempi?
Come sopravvivere alla pazzia e a tutto quello che ci rende divini, se ci si può ritorcere contro?
Non capisco.

mercoledì 16 aprile 2008

Centimetri

Impegnarsi a fondo. Cercare di creare. Di risolvere. A volte è solo tenersi occupati. A volte è solo un modo per prendersi in giro, perchè lo dobbiamo fare, ed impedirci di pensare a ciò che vorremmo, a ciò che non potremmo.
Eppure sei ad un passo da me. Nonostante l'apparenza, gli accordi, tutto quello che possiamo dire o fare inevitabilmente come due calamite ci attraiamo. E' come se qualsiasi cosa mi portasse li. Ogni cosa che faccio mi faccia pensare a quanto sarebbe bello, se solo... se solo.. non lo so. Se solo fossimo altre persone in altre situazioni.
E' una sorta di autodistruzione. Cercare di camminare sulla lama del rasoio del consentito. Cerca in ogni modo di eccedere, di rosicchiare quel centimetro che mi separa da te. Combattendo in ogni istante con me stesso, con la te stessa che non vuole, nonostante mi trovi in ogni secondo davanti i tuoi occhi, in cui è cosi chiaro il desiderio. Gli stessi miei occhi. Potrannò mai tornare a parlarsi, senza paura di cosa si possa o non possa dire?

martedì 15 aprile 2008

bianco su bianco

I colori sono come le lacrime. vengono giù a fiotti sempre diverse. ognuna ha il suo significato. ognuna sfuma sul tuo viso guardandomi e pensando ad un momento che non ha spazio ne luogo su questo pianeta.

Piangi di un destino beffardo che non ha saputo collocarsi nella tua vita. tanto desiderato ora eppure tanto ingombrante per la tua semplice vita... per il quieto vivere tra le persone. Tra le due te stessa.

Mi chiedo cosa tu possa pensare oggi. Un altra sera. Una sera che sembra cosi vicina a ieri Eppure cosi altrettanto lontana..

Più la vedi andare via e più la desideri. Ma cosa in fondo? Un attimo di pace? Un sussurro in un orecchio? O forse è quel bacio che mai sarebbe dovuto nascere. Unire me stesso e gettarmi nel più profondo dei tuoi occhi. Laggiù dove nessuno mi può seguire. Dove ad aspettarmi c'è solo il calore delle tue labbra, la forza del tuo stringermi. Lì, dove due sconosciuti agli occhi del mondo, hanno saputo creare spazi, pianeti, intere galassie fatte di sogni solo sussurrati alle orecchie di noi stessi. Mai pronunciati. Mai raccontati.

Li risiedono i nostri sogni. A casa di qualcuno. Di quel qualcuno che ne fa parte e a cui abbiamo voluto donarli. Sicuri che li sappia custodire. Sicuri che se una parte di lei è riuscita ad entrare in me, affidarle le mie domande, le mie paure, i miei immensi desideri e speranze, è la cosa che più sento e voglio e ho voluto fare. Senza voler nulla. Senza osare o pretendere nè di essere capito, nè di essere compiaciuto. Sono parlare. Solo condividere.

Tutto questo è impossibile. Come è impossibile amare cosi tanto una persona che non si ama Essere in balia delle proprie emozioni pur cercando in ogni modo di non volare troppo alto da non resistere alla coduta.. Un viaggio senza cinture ne misure di sicurezza, come solo uno sciocco potrebbe affrontare.

E forse è proprio la stupidità che mi guida. L'egoismo, la vigliaccheria. O forse un amore, che non si chiama amore. Un qualcosa di immensamente puro ed onesto, ma cui non so dare forma ne spiegazione. Un qualcosa che non si comporta come dovrebbe, ma non posso negare a me stesso che c'è.

Forse è solo magia.. un illusione di un prestigiatore chiamato Vita. Ma è dolce perdersi. Tra le tue braccia. Tra i tuoi sogni. E' di inimmaginabile bellezza. Sapere di non essere pazzo. Di non essere l'unica persona sulla terra che crede. Crede al di la di ogni logica. Al di la di se stesso. Al di la dell'umana ragione che ci indica la retta via. La cosa più giusta da fare. E' indimenticabile sentirti dire cose giuste e sacrosante e guardare la mia immagine riflessa nei tuoi occhi colmi di dolore a cui nessuno si sognerebbe mai di trovare il colpevole. Perchè non esiste colpevole per le lacrime del cuore. Lacrime di immensa gioia e tristezza. Gocce di vita vera, acqua d'anima.

La mia sete si placa d'improvviso. Non so come sia possibile. Non riesco a capirne il senso. Posso solo arrendermi all'evidenza che qualcosa di meraviglioso è accaduto. Ho partecipato alla nascita e alla morte e alla vita eterna della scintilla di Dio. Un pezzo d'amore è nato e vivrà per sempre nei nostri cuori. Un amore che non ci legherà mai. Un amore che è mio e tuo, e mai nostro. Figlio e padre.. amico e compagno..

Non so perchè le lacrime facciano male uscendo. Forse siamo troppo deboli per sostenerle. Allora il nostro corpo prova dolore. Anima e corpo.

Vorrei.. saper amare. Come mi ami tu. Vorrei avere la tua forza. Vorrei baciarti ancora. O forse no. Quello che mi fa più male non è il non baciarti. Ma il sapere che non potrò più farlo. Sapere che abbiamo creato un universo nuovo dentro noi stessi. Ma solo i nostri figli potranno abitarlo solo ciò che diventeremo ne sarà padrone.. Non ciò che siamo stati e siamo. E' triste. Forse è anche giusto. Ma ripercorrerei ogni singolo istante della mia vita passata con te. Ogni gesto. Ogni parola. Mi sembra tutto perfetto. E lo sarà sempre.