giovedì 17 aprile 2008

Aliante

Ora tornerò a casa.. penserò durante il tragitto. A me.. a lei.. alla mia vita.. come ogni volta.. cosi tante volte che a ripensarci ti sembra persino inutile. Eppure sempre necessario. non ne puoi fare a meno. E' come se non cercassi una risposta, ma solo una giustificazione per dedicare attenzione a questa sensazione, a questo stato d'animo.
Che poi la parola "stato d'animo" è brutta e riduttiva. cataloga senza pietà nè tatto, oggettivamente la fotografia senza pathos della tua anima, quasi relegandola a puro oggetto di un analisi scentifica, su un tema cui di scentifico non c'è nemmeno l'ombra.
Come se fosse un viaggio cullato dalle correnti d'aria. Planare nella nostra coscienza, sulle valli dei ricordi e delle sensazioni, come in un aliante: avere sì il controllo ma non totale del nostro mezzo di trasporto. Poter andare un po a destra.. un po a sinistra.. più o meno in picchiata.. ma la direzione non la controlliamo. Un flusso di coscienza che ci sfugge per quanto padroni di casa. Un fiume che per quanto ci possiamo opponere non smettere di correre e di compiere il proprio destino. Noi tristi e stremati spettatori avvolte, aspettiamo che la "piena" finisca il prima possibile o andiamo a cercare ripari di carta o paglia convincendoci che lì saremo al sicuro. Nascosti dietro un ramoscello dallo sguardo di noi stessi. Continuando a ripeterci di non pensare perchè inutile. Perchè passerà. come lo stato d'animo, un'altra parola messa li dall'umanità, ci rassicura senza successo, che prima o poi tutto questo che sentiamo svanirà o perlomeno si affievolirà fino a perderle tutta l'importanza vitale che oggi occupa la nostra mente, tutta l'importanza straziante che ricolma il nostro cuore. Domani sarà un altro giorno. Domani sarai un altro.. o melgio, lo crederai o te ne sarai dimenticato.

Nessun commento: