giovedì 17 aprile 2008

Distanza

Che cosa strana la distanza.. è strano come una cosa vicina possa essere vista in maniera completamente diversa quando manca. Come giudicare tutto questo? Ti accorgi dell'importanza reale? E' il bambino a cui tolgono il giocattolo?
Eppure se ripercorri con la mente e ti reimmergi in situazioni vissute riesci a volare cosi alto che da lassù non riesci nientaltro a vedere quanto di meraviglioso sta sfumando all'orizzonte.
A quel punto quello che senti dentro è una nostalgia immensa. Un amore legato, scalciante, che in ogni istante cerca di scuoterti e di insinuare il dubbio sulla strada che hai deciso, o chi per te, di percorrere. Se veramente la cosa giusta che la mente ti dice ha il diritto di farti calpestare ciò che di più puro il cuore partorisce. Una sensazione che non riesci a legare ad un tempo, a cui non riesci a dare un perchè: Vivere e basta, senza il diritto, o con troppa paura, di chiamare tutto ciò amore. Eppure è ciò che di più onesto provi. Ciò che di più magico e più puro riesci a percepire attraverso la tua pelle. Tutto ciò che ti fa sentire vivo e per quanto possibile allontana quel velo di tristezza dal tuo istante. Volare per un attimo. Quanto basta per rendersi conto che non sei pazzo. Che veramente quel cavallo scalciante che senti dentro può essere placato e liberato. Che tutto quello che di bello e intenso senti dentro può venir fuori quando il tuo cuore sussulta per un istante e tutta la tua anima esce fuori perdendosi nell'aurea di un altra persona. In un semplice sguardo magari.. in una semplice frase.. in una semplice carezza od in un meraviglioso ed indimenticabile bacio.
La mia domanda ed il mio dubbio è proprio su questo: quello che io sento ed ho sentito in queste situazioni. Può essere solo un ricordo distorto da quella che intendo per "Distanza"? Può essere sbagliato tutto questo?
Può un sentimento cosi immenso e puro dover essere represso e distrutto per giusta causa? Come vivere onestamente e giustamente se la tua parte più innocente e viva ti porta a fare cose che ragionandoci troveresti scorrette? Siamo sbagliati fin nel principio? O non siamo adatti per vivere secondo le regole che siamo prefissi sin dalla notte dei tempi?
Come sopravvivere alla pazzia e a tutto quello che ci rende divini, se ci si può ritorcere contro?
Non capisco.

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