giovedì 17 aprile 2008

Il Gioco

Scherzi, battute e risate. Piccoli gesti. Un piccolo contatto. Un abbraccio. Piccoli, microscopici secondi e impercettibili gesti, sono la mia vita, il mio cibo. Ti adoro quando non dici perchè non vuoi e non devi dire, ma il tuo corpo non ti segue e ogni tanto sfugge al tuo controllo. Una continua lotta tra quello che vorresti e quello che vorresti volere. L'eterna lotta tra il cuore e la mente. Tra se stessi e ciò che vorremmo essere. Dov'è il giusto? Nessuno può dirlo. Ma mi cibo della tua spontaneità. Dei tuoi desideri. Sono come aria che respiro standoti accanto. Il più bel regalo che tu mi possa mai fare. E quando ti distrai un po' dal tuo duro compito che ogni giorno cerchi di portare avanti e riesci a guardarmi senza barriere, magari pensando che non me ne possa accorgere evitando di essere scoperta, ogni volta ho paura di sciogliermi. Di liquefarmi sul pavimento tale è l’intensità del tuo sguardo. Come un raggio laser mi colpisci e riesci a fermare il tempo. In quell'eternità fatta di millesimi di secondo noi siamo soli. In quell'attimo possiamo amarci senza chiederci cosa stiamo facendo e come lo dovremmo chiamare. Poi tutto riparte. Il gioco ricomincia. Ed io torno a scrivere di te.

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