Viaggiamo
sempre su un'altra frequenza. Una frequenza diversa, parallela a quella del
mondo, ma su un altro piano. Su questo piano gli eventi e i pensieri si
dipanano creando una realtà presente e futura. Una realtà che noi vogliamo che
sia. E che molto spesso finiamo per considerare vera. Perché abbiamo bisogno
del controllo. Perché abbiamo bisogno di sapere. Di conoscere ciò che potrebbe
accadere, ciò che la gente potrebbe pensare. Allora cominciamo a ipotizzare, a
costruire realtà e a scegliere la più plausibile, a tal punto da dimenticarci
di tutte le variabili non considerate su cui le nostre teorie si basano. Prime
fra tutti quelle che consideriamo su di noi. Chi siamo, quello che vogliamo e soprattutto
perché lo vogliamo. Perché forse è proprio il motivo che ci spinge ad agire, a
pensare, a giudicare e a vivere che non è quello vero. Perché molto spesso, il
nostro punto di partenza è solamente la paura. Una paura che ci fa chiudere a
riccio. Una paura che ci fa anche pensare a dei modi per aggirarla. Un’altra
esistenza, un altro noi stessi. Più forte, più adeguato. Più come pensiamo che
il mondo voglia. E lo facciamo così bene che finiamo per sentirci
incredibilmente fragili senza tutte queste costruzioni. Ma essere fragili non
ci piace, allora facciamo un passo ancora. Ci convinciamo che noi non siamo
quell'esile figura dentro l'armatura, ma l'armatura stessa. Ma la verità è che
non siamo nessuna delle due alla fine. Perché ci siamo allontanati così tanto
dal principio, da quando tutto questo è cominciato, che non riusciamo nemmeno a
ricordaci chi siamo veramente. Se quello che vediamo è vero o è quello che
vorremmo vedere. Le nostre emozioni, i nostri giudizi, le nostre gioie e
tristezze sono solo ombre di un pupazzo che noi chiamiamo "se". Ci
vuole troppo coraggio per guardarsi dentro e cercare di tornare alla fonte.
"tornare alla sorgente". Il viaggio finisce dove era iniziato. Con la
riscoperta di se stessi. Riequilibrare il baricentro dall'esterno verso
l'interno. Ricominciare a vivere considerando ogni cosa una scoperta e non un
esame che ci interroga su cosa ci troveremo davanti. Perdere il controllo. Non
averne paura. Vivere per una volta nel presente, senza aver paura
dell'incertezza del domani.
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