venerdì 4 luglio 2014

L'eroe

Gli eroi non hanno mai pace. Gli eroi lottano, soffrono. Si sacrificano e muoiono. Per gli altri. Mai per loro stessi. Gli eroi sono vuoti. Sono persone senza ego. Sono persone piene solo di ciò che le circonda. Molto spesso piene d'amore. Sono presenze che si soffermano per qualche anno o decennio su questa terra. Compiono il loro destino e poi ripartono. Lasciano il loro amore, la loro azione. Ma ciò gli costa tutto ciò che hanno. Noi piccoli uomini vogliamo essere come loro. Perché loro sono eroi. Ma non vogliamo essere come loro, ma come noi li vediamo. Perché non c'è niente di quello che noi chiamiamo "bello" in essere degli eroi. Noi cerchiamo la felicità, la pace. Cerchiamo il punto d'arrivo, la fine della lotta, la vittoria. Gli eroi non hanno mai vissuto tutto questo. Hanno dato la loro vita per tutto questo, ma non l'hanno mai conosciuto. Gli eroi non hanno mai avuto pace. Cosa ci fa capire questo? che non si sceglie di essere eroi. Eroi si nasce. Il mondo ci vive addosso. C’è chi si scansa. C’è che trova un posto comodo. C’è chi chiude gli occhi. C’è chi non inorridisce. C’è chi dimentica. E poi c'è chi proprio non riesce a farlo. C’è chi lotta costantemente. E non sarà mai felice, non come lo intendiamo noi. 
È inutile disperarci per non essere eroi. Per vivere e aver vissuto una vita che non lascerà il segno. Per non essere ricordati. Non saremo mai eroi. Perché solo il fatto di volerlo, di sentirne il bisogno, ci dovrebbe far capire che non siamo tagliati per esserlo. Siamo l'ennesimo esempio di chi cerca uno stratagemma, una risposta, una scorciatoia per zittire i demoni che si porta dentro. Quelli che creano il vuoto nero nella nostra anima. Quelli che alimentano la paura del domani che paralizza il nostro presente. 
Delle volte ci immobilizziamo. La nostra vita subisce una battuta d'arresto e la nostra visuale si amplia. Se prima nell'oggi, ora cerchiamo risposte nel domani. Lo ieri fa troppa paura, e la speranza di intravedere una luce nei giorni a venire contiene tutta la nostra speranza. Infranta regolarmente. Perché è buio. Siamo soli con ciò che abbiamo costruito finora. Con tutto quello che è finito e ci ha fatto fermare. Cerchiamo di andare più in alto per vedere meglio. Ma non c'è nulla lo stesso. La nostra vita passerà come altre mille uguali. Il nostro ricordo svanirà. Ma non è tanto per il ricordo, ma per la consapevolezza di non aver buttato il nostro presente, il nostro domani. Abbiamo così poca cura di noi eppure così tanta paura di buttarci via allo stesso tempo. Vogliamo una sicurezza che la direzione che stiamo percorrendo sia quella giusta. Perché poi? stiamo demolendo noi stessi, rifiutiamo ogni costrutto, cerchiamo di fuggire da tutto quello che reputiamo falso e illusorio, e allora perché la nostra vita e il nostro tempo vale così tanto? tanto da inondarci di questa tristezza così nera. Forse è perché sentiamo comunque di essere destinati a qualcosa di speciale. Ma che non si palesa. Rifiutiamo di essere un puntino nell'universo. Perché abbiamo solo noi in fin dei conti. Abbiamo solo la nostra vita. E non rinunceremmo per tutto l'oro del mondo a divinizzarla. La nostra vita ci fa stare bene e ci fa stare male. Come guardiamo il mondo. Come lo viviamo. È tutto li. Tutte le domande e i costrutti implodono su un unico punto di domanda. Cosa c'è che non va in te che non ti permette di essere felice?
Tutte le risposte sembrano surrogati. Tutte sembrano false illusioni. Sensazioni passeggere. Quelle più profonde, impossibili. Rimane solo quello che più ammiriamo. Più eleviamo. Il sacrificio. L’eroe. Ma l'eroe non ha mai pace, ed è tutto il contrario di ciò che vorremmo.


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