Esistono giornate in cui non troviamo pace. Giornate in cui ci ostiniamo a fare e ripetere sempre le stesse azione, sempre gli stessi pensieri. Siamo mossi dal desiderio di cambiare qualcosa. Poter cambiare anche solo una variabile dell'equazione della nostra vita. Ciò che ci spinge è il tormento. Sentiamo chiaramente qualcosa sobbugliare e ribollire in fondo alla nostra anima. Che sia qualcosa di positivo o negativo poco importa. Quel tormento è il nostro motore in quel momento. Ma qual'è il paradosso? È da cosa è formato quel tormento. Come un qualcosa può originare in noi un tormento, uno stato di inquietudine che ci fa sbattere la testa contro un muro come se stessimo aspettando che così facendo il muro venisse giu. Vedo che in queste situazioni, quando riesco a mettere a fuoco cosa sta accadendo, non è nient'altro che la nostra mente che cerca di far ordine ai problemi dell'anima.Un infinita spirale di pensieri e azioni senza senso ultimo che cercano di trovare un metodo, una tecnica per padroneggiare la situazione, per riprendere il controllo. Altre volte é come se fosse una fuga da ciò che ci fa male, come se avessimo paura che abbandonarci a quel dolore ci potesse portare talmente lontano da non riuscire poi a tornare indietro. Il dolore, la disperazione, sono vortici potenti che possono ridisegnare le pareti del tuo mondo, lasciandoti senza casa. Avere paura di questo è da vigliacchi? Voler fuggire da un dolore più grande è da codardi? O è semplicemente preservazione? Cautela nel fare una cosa stupida che sappiamo benissimo che ci danneggerebbe?
Forse a volte ci mancano dei punti di riferimento. Quel tormento che nasce da noi, dal nostro rapporto con il mondo o con qualcuno, dipinge la scena in cui stiamo recitando questa parte della nostra vita. Ma non siamo semplici attori. Credo che fermarsi e cercare di capire non tanto ciò che co addolora, ma il dolore stesso, ci aiuta a vedere la quarta parete. A vedere che il mondo che ci si pone davanti agli occhi è solo una stanza. Che quel tormento assume tutto un altro sapore se una variabile si aggiunge all'equazione. Nascono nuove speranze, nuove strade, nuovi modi di vedere ciò che abbiamo davanti. Riusciamo a vedere noi stesso spettatori della nostra vita. Riusciamo a vedere al di la della quarta parete. Non cambia nulla, ma è come sentirsi piu padroni della nostra vita e meno schiavi delle nostre emozioni che prendono il sopravvento. Forse non riusciremo a sorridere, ma ci sentiamo più leggeri.
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