venerdì 29 settembre 2017

Mille di noi

È come se volessi vivere mille vite parallele. Ogni scelta porta con se rinunce. Voler seguire la strada più breve, molto spesso, fa male alle persone. Alcune di queste scelte poi, non sono condivisibili con il mondo. Alcune di queste scelte ancora non sono condivisibili nel tempo.
Certe volte alcune scelte durano solo un breve lasso di tempo o sono condizionate dall’ambiente e dalle situazioni circostanti.
Ed è questo che mi insospettisce. Forse le nostre scelte sono dettate da qualcos’altro che non oso confessarmi? Qualcosa di molto più spicciolo. Qualcosa di negativo che nell’immagine che voglio trovare riflessa nello specchio non deve apparire. Quelle scelte, o meglio, la volontà di compiere quelle scelte, è come se non si materializzasse senza aver preso una decisione. Possiamo girarci intorno. Possiamo avvicinarci al bordo, quasi ad assaporarne la vista. Ma basta un momento in cui il nostro equilibrio vacilla, per farci assalire dalla paura più profonda che le conseguenze di quella scelta porterebbero. Eppure i suoi riflessi ci attraggono in maniera inequivocabile.
Ci sforziamo costantemente di essere una persona. Con una personalità ben distinta. Con una moralità ben specifica e ferrea. Così ci hanno insegnato. Cosi si racconta vada il mondo. Chi esce dagli schemi è un rejetto, una persona per cui non c’è posto tra “i giusti”. Quello che chiamiamo coscienza, ci spinge verso questo. Ci spinge ad essere persone migliori di quello che siamo. Ci spinge a volerlo. Ci spinge purtroppo anche a crederlo.
La verità è che siamo molto di più e molto più tridimensionali di quello che nel bene e nel male dovremo essere. Siamo la media delle nostre intenzioni. Ma le nostre intezioni sono mutevoli. Sono indecifrabili. Sono suscettibili a mille fattori ambientali. Quando i riflettori si spengono o quando si accendono troppo, ci ritroviamo ad essere molto più irrazionali, menfreghisti, istintivi o persino animali di come ci descriviamo. Ma in quei momenti ci giriamo dall’altra parte, come se quello non fossimo noi stessi ma una vacanza che concediamo al nostro giudizio. È che abbiamo una paura cane di non essere persone buone. Una paura immensa di essere dalla parte del torto.
Ma quelli siamo noi. Non c’è niente di più autentico. La società non ci accetterebbe è vero, ma qui stiamo parlando di capire chi siamo, non chi gli altri credono.
Da una parte non mi spiego come le nostre decisioni e le nostre buone intenzioni non possano rimanere costanti come sensazioni e come incipit dentro il nostro essere. Come le cause di un atto d’amore possano essere dimenticate cosi in fretta, da un giorno all’altro. E pure la sensazione provata era devastantemente ampia e sincera. Forse ci siamo distratti. Forse eravamo diversi. Forse ogni girono rinasciamo con qualcosa in più. Con qualcosa in meno. Ogni giorno scopriamo noi stessi leggermente diversi sia in quello che siamo sia in quello che sentiamo. E quello che vogliamo cambia. Cambia quello che quel giorno siamo.

Non capisco se è una cosa positiva o negativa. So solo che è una cosa che mi lascia un’incertezza indescrivibile. E questo mi fa paura.

mercoledì 2 agosto 2017

Di passaggio

Amore mio, tu che brilli della luce piu pura e piu bella, tu che rebdi le giornate vere anche senza un motivo apparente. Tu che dai un senso ad una giornata che apparentemente un senso non avrebbe motivo di averlo. Tu che rendi affascinante la vota, anche se solo un frammento di un'acqua che sgocciola danun piano superiore e senza melodia apparebte.. io sento che ora sono dove volevo essere. Che la vita viene bissuta anche in un sttimo. Che la giustizia del passato non lambisce il fituro ne lo discredita. Che mille mondi poasono esistere gli uni accanto agli altri. Tu, che tutto wiesto rendi posssibilr, sorridi insieme a me al nostro domani. Perche solo insieme potremo dare un nome ai nostri giorni e d essere consqpevoli che il twmpo è stato impiegato per ciò per cuo valeva veramente la pena. Un motivo, se pur futile, ma autentico. Un frammento che per i piu resterà anonimo, ma per joi sarà simbolo dinpura coscienza, di pura vita. In questo momento viviamo. In questo momento possiamo sapere chi siamo e dove vorremmo essere. Tra le tue braccia, persi nei tuoi occhi, finche il sonno non ci traghetti verao mete puu elevate, insieme.

Cena

una situazione bormale, di vita normale. Fuori dal contesto e da ogni logica. Forse l'alcohol aiuta a rliminare le barriere dell'esistenza quotidiana pernettendo una connessione piu profonda, piu sincera, tra quello che sento di essere e quello che sono in realtà. Gente cordiale, una base di condivisione, e si riesce ad affrontare una miriade di argomenti padroneggiandoli e dominandoli. La considerazione di se stessi ne esce rafforzata, in jnq momentanea galvanizzazione della propria vota in cui tutto sembra perfetto o le sfode che ognuno ha davanti a se piu accessibili. L'aria si fa piu rarefatta però. La testa gira piu del solito. E anche le barriere dell'umqna convinzione cominciano a scricchiolare, rendendo piu ecidente ciò che è importante, solido e inattaccabile, dalle cose futili e parti della quotidiana distrazione. Ti amo, anche se queste parole appaiono senza senso. Ti amo anche se il futuro è piu oscuro che mai. Da questo piccolo bozzolo meraviglioso frutto di certezze e perdita di self control, sento che tutto va come speravo che andasse. Il nostro cuore riposa l'uno accanto all'altro anche se non siamo nella stessa stanza. È impossibile e senza senso, ma incredibilmente meraviglioso, appagante e pericoloso. Ma in questo momento la vota non è che una manciata di secondi.

venerdì 20 gennaio 2017

L'equilibrio

È un delicato equilibrio l felicità. È un illusione mascherata dal tempo che si dilata e che lascia una scia dove i sogni perdono di significato e vengono rimpiazzati da emozioni persistenti. Non sciloano via come al solito ma le possiamo assaporare con calma. Guardarle plasmarai nei minuti, nelle ore mentre finalmente ci concediamo una pausa dalla vita. Siamo completi , ci sentiamo completi. Sappiamo che finirà ma la sensaIone in corpo è piu forte della paura del domani per una volta. Un improbabile allineamento astrale xhe per quanto raro è innegabile che ci sia. Ne assaporiamo i frutti pronti a dimenticarli nel rituffarci nella frenesia di tutti i giorni. Ma per una volta almeno possiamo dire ce l'ho fatta, sono dove volevo essere. Sono i momenti per cui una vita vale la pena di essere vissuta. Con illogica semplicità chiudiamo gli occhi coscienti che i sogni sono gia tra noi, la paura è lontana e per una volta, siamo a casa.

giovedì 15 settembre 2016

Questa notte ho fatto un sogno.

Stanotte ho fatto un sogno. Un sogno bellissimo. Due anime, due corpi. Ognuna protesa verso l'altro. Senza la pesantezza di un passato. Senza l'angoscia di un futuro. Un attimo, espanso come un atomo in fissione, che trascende la sua condizione fisica e diventa pura energia occupando più di quanto l'umana ragione gli ha sempre concesso. Ma nulla può fermare la sua reazione a catena. Tanto meno un'errata convinzione. E così, in quell'attimo diventato ore, il tempo può finalmente fermarsi. La vita può finalmente prendere senso e mostrarsi davanti ai nostri occhi, davanti ai nostri cuori, davanti alle nostre incredule menti, in tutta la sua magnificenza, in tutto il suo incredibile splendore. Un singolo attimo in cui i nostri occhi si perdono negli altri. L’infinito precipitare e quella sensazione di vuoto che ti strappa il fiato e ti fa battere il cuore. Quella sensazione di cadere che dapprima ti attanaglia con tutte le paure che la vita gli ha sempre associato, per poi riscoprirla amica, compagna. Un caloroso abbraccio proveniente da quell'incognita che ha fatto filtrare un raggio di luce. Una luce che ha inevitabilmente squarciato il tuo cielo. Il mio cielo. Ha fatto crollare tutto e ci ha consegnato il nostro. Nuovo. Diverso. Tremendamente diverso. Un nuovo universo in cui tutto è possibile. In cui tutto dipende da noi. Da un nostro sguardo. Un pezzo d'infinito che durerà solo un attimo, ma per tutte le volte che vorremo.
Stanotte ho fatto un sogno. Un sogno bellissimo. Ma ora è tardi, è ora di andare a dormire. Questa notte, nessun sogno potrà mai essere bello quanto quello che abbiamo vissuto insieme.


lunedì 22 agosto 2016

Un lampo di luce

Cadere a tal punto da iniziare a volare. È come mi sento guardando dentro i tuoi occhi. Un mare infinito in cui navigare senza meta e perdersi per giorni e giorni. Per anni. Per la durata di un respiro. Tanto dura un tuo sguardo quando incrocia la mia paura di essere visto. Di essere scoperto nudo davanti a te. Senza più maschere e limiti, senza la materia che intrappola l'energia rendendola forma. Io sono un lampo di luce. Lo stesso che ha squarciato il mio cuore e mi ha fatto conoscere l'immensità e la terrificante profondità della mia anima. Dei tuoi occhi.
Tutto è finito in quell'attimo. Tutto è iniziato di nuovo. Diverso. Terrificante. Eppure così meravigliosamente emozionante.


giovedì 21 luglio 2016

La vita scorre a prescindere

Il tempo si contrae e si dilata. La spensieratezza va e viene, cosi come il buonumore. Il giorno si alterna alla notte come la fortuna alla monotonia. Tutto è movimento. Nulla è stabile e lineare quando entra in gioco l'essere umano ed il tempo. Come due motori di due dimensioni diverse, si trovano nello stesso spazio e ognuno cerca di comprendere l'altro, senza riuscire. Siamo come barche sul mare. La nostra stessa capacità di scivolare, di attutire il colpo, a volte violentemente, ci permette di continuare a navigare fino all'orizzonte. Non che sia un bene o un male navigare.. Ciò che ci è sempre importato alla fine è il come lo stiamo facendo, come la nostra vita naviga e navigherà il nostro tempo. Il "se" è sempre dato per scontato. È come se ci credessimo marinai di quella barca senza renderci conto che siamo la barca stessa. E non siamo noi a solcare il mare, piuttosto siamo in balia della corrente, che per quando ci ostiniamo a crucciarci nello scegliere come affrontare quell'onda che sta arrivando e tutte le successive, se di petto, girandoci intorno o qualsiasi via di mezzo, non riusciremo mai a vedere che non abbiamo altra scelta se non una serie limitata di scelte. La vita è un fiume con delle rapide in mezzo, la nostra prova finale.  È questa la domanda. Saremo abbastanza coscienti da farci la domanda giusta? "Sapremo affrontarle"?