giovedì 15 settembre 2016

Questa notte ho fatto un sogno.

Stanotte ho fatto un sogno. Un sogno bellissimo. Due anime, due corpi. Ognuna protesa verso l'altro. Senza la pesantezza di un passato. Senza l'angoscia di un futuro. Un attimo, espanso come un atomo in fissione, che trascende la sua condizione fisica e diventa pura energia occupando più di quanto l'umana ragione gli ha sempre concesso. Ma nulla può fermare la sua reazione a catena. Tanto meno un'errata convinzione. E così, in quell'attimo diventato ore, il tempo può finalmente fermarsi. La vita può finalmente prendere senso e mostrarsi davanti ai nostri occhi, davanti ai nostri cuori, davanti alle nostre incredule menti, in tutta la sua magnificenza, in tutto il suo incredibile splendore. Un singolo attimo in cui i nostri occhi si perdono negli altri. L’infinito precipitare e quella sensazione di vuoto che ti strappa il fiato e ti fa battere il cuore. Quella sensazione di cadere che dapprima ti attanaglia con tutte le paure che la vita gli ha sempre associato, per poi riscoprirla amica, compagna. Un caloroso abbraccio proveniente da quell'incognita che ha fatto filtrare un raggio di luce. Una luce che ha inevitabilmente squarciato il tuo cielo. Il mio cielo. Ha fatto crollare tutto e ci ha consegnato il nostro. Nuovo. Diverso. Tremendamente diverso. Un nuovo universo in cui tutto è possibile. In cui tutto dipende da noi. Da un nostro sguardo. Un pezzo d'infinito che durerà solo un attimo, ma per tutte le volte che vorremo.
Stanotte ho fatto un sogno. Un sogno bellissimo. Ma ora è tardi, è ora di andare a dormire. Questa notte, nessun sogno potrà mai essere bello quanto quello che abbiamo vissuto insieme.


lunedì 22 agosto 2016

Un lampo di luce

Cadere a tal punto da iniziare a volare. È come mi sento guardando dentro i tuoi occhi. Un mare infinito in cui navigare senza meta e perdersi per giorni e giorni. Per anni. Per la durata di un respiro. Tanto dura un tuo sguardo quando incrocia la mia paura di essere visto. Di essere scoperto nudo davanti a te. Senza più maschere e limiti, senza la materia che intrappola l'energia rendendola forma. Io sono un lampo di luce. Lo stesso che ha squarciato il mio cuore e mi ha fatto conoscere l'immensità e la terrificante profondità della mia anima. Dei tuoi occhi.
Tutto è finito in quell'attimo. Tutto è iniziato di nuovo. Diverso. Terrificante. Eppure così meravigliosamente emozionante.


giovedì 21 luglio 2016

La vita scorre a prescindere

Il tempo si contrae e si dilata. La spensieratezza va e viene, cosi come il buonumore. Il giorno si alterna alla notte come la fortuna alla monotonia. Tutto è movimento. Nulla è stabile e lineare quando entra in gioco l'essere umano ed il tempo. Come due motori di due dimensioni diverse, si trovano nello stesso spazio e ognuno cerca di comprendere l'altro, senza riuscire. Siamo come barche sul mare. La nostra stessa capacità di scivolare, di attutire il colpo, a volte violentemente, ci permette di continuare a navigare fino all'orizzonte. Non che sia un bene o un male navigare.. Ciò che ci è sempre importato alla fine è il come lo stiamo facendo, come la nostra vita naviga e navigherà il nostro tempo. Il "se" è sempre dato per scontato. È come se ci credessimo marinai di quella barca senza renderci conto che siamo la barca stessa. E non siamo noi a solcare il mare, piuttosto siamo in balia della corrente, che per quando ci ostiniamo a crucciarci nello scegliere come affrontare quell'onda che sta arrivando e tutte le successive, se di petto, girandoci intorno o qualsiasi via di mezzo, non riusciremo mai a vedere che non abbiamo altra scelta se non una serie limitata di scelte. La vita è un fiume con delle rapide in mezzo, la nostra prova finale.  È questa la domanda. Saremo abbastanza coscienti da farci la domanda giusta? "Sapremo affrontarle"?

sabato 9 luglio 2016

Crocevia

Giorni di crocevia. Giorni di quella tanto agognata novità. Giorni di quello che gli altri chiamano normalità. Un momento che per quanto breve penso ricorderò per sempre. Un giorno la vita bussa e tu sei li dietro pronto ad aprire. Per una volta senza angoscie.

martedì 24 maggio 2016

punti di vista

perchè l'essere umano viene influenzato dalla natura. Perchè un girono mi sveglio triste e un'altro felice? Perchè ascoltare una canzone è cosi potente da poter richiamare ricordi che fanno virare il mio umore o ne accentuano lo stato? Il mio raziocinio ha sempre cercato di dominare la mia forma umana spingendo il mio intelletto e la mia ragione verso la comprensione della mia condizione di tristezza. Le mie azioni. Ciò che succede intorno a me. Le cosiddette "disgrazie", eventi improvvisi e inaspettati. Ma tutto questo è niente se paragonato allo status base di ogni mia gironata. Giornate bianche. Giornate grigie. Giornate nere. Giornate che partono di un colore e finiscono in tutt'altro. Giornate inaspettate. Non ne ho il controllo. Ed accettare ciò mi spaventa perchè butta nel secchio anni di ricerca. Ma perchè ho cosi paura di non sapermi cosa aspettare dal domani? Perche deve essere per forza qualcosa di brutto?
È come se la mia vita alla fine dovesse divenire un affresco su una parete. Passo tutto il tempo a preoccuparmi che sia più bello possibile e di contro passo lo stesso tempo a non avere rimpianti di aver sprecato quello stesso tempo ed avere paura che ormai sia passato e che non tornerá mai più. La spensieratezza è la piu grande perdita di tempo e al tempo stesso la piu grande saggezza di cui un essere umano possa disporre. Una vita felice, in fin dei conti, non è qualcosa a cui tutti aneliamo?

gli angeli che amano per vivere

Siamo angeli caduti, come recitava quel vecchio film. Ma non per questo siamo sovrumani. Il fatto stesso di provenire da un unica origine, se pur con circostanze e esperienze diverse, ci accomuna tutti, nel bene e nel male nell'essere capaci di raggiungere gli stessi obiettivi. In realtà l'essere non è la chiave. Bensì il tempo e la volontà. Il tempo è un dato ogettivo, e nessuno diventa un chitarrista leggendario senza la giusta pratica. L'esperienza può aiutare, ma la vera marcia in più è l'attitudine. I costrutti mentali che quella favolosa macchina chiamata cervello costruisce al suo interno per ricevere input ed elaborare schemi per dominare problemi. Una vita da figlio d'arte ci doterà di costrutti mentali per ricevere ed elaborare informazioni in maniera più efficiente di chiunque altro. Ma chiunque, con un tempo sufficiente e la giusta spinta motivazionale sarà in grado di eguagliare il nostro operato. Ma non ci crediamo in realtá. Perchè amiamo tutti crederci un po speciali in fondo. È la nostra favoletta che ci raccontiamo per crederci unici. E la più grande è l'amore. Unico, indissolubile. Le due metà della stessa mela. Una mela fatta di compromessi e di castrazioni. Una mela che accetta i bachi reciproci e ne fa vanti. Una mela che non combacia. Perchè se anche fossero le due metà originali, la vita, il tempo, le ha cosi irrimediabilmente condizionate e modificate che l'incastro non può piu riuscire. È un utopia. Meno utopica invece è la situazione che nella migliore delle ipotesi ci si potrá proporre. Dall'amore incondizionato frutto dell'infatuazione, a quello virtuale frutto dell'esaltazione cieca del partner dovuto alla troppa paura che ciò che abbiamo accanto non sia la bella favola vista e rivista nei film. Un amore imperfetto che vive e si celebra grazie alla pazienza. Alla razionalitá e all'irrazionalitá costante di tutti i giorni. Perché alla fine ciò che non riusciamo a mettere a fuoco é che la massima espressione del nostro essere é proprio l'amore. E non siamo appagati e non ci sentiamo di esistere se non possiamo esprimerlo e farlo uscirre da dentro al nostro cuore. Che sia verso la persona che crediamo di conoscere. Che sia verso la persona che in quel momento portiamo in palmo di mano. Che sia verso la speranza che quella stessa persona un girono diventi. Noi dobbiamo amare. Perchè amare e soffrire per amore é la cosa che piu ci accoumna a dio. Che più ci fa trascendere dalla nostra forma umana e ci fa spaziare in una dimensione che solo cosi riuscismo ad assaporare, a sfiorare. Il tempo di uno sguardo. Ed è gia ricordo. È gia malinconia.

sabato 13 giugno 2015

La meravigliosa teoria

Il nostro cervello è continuamente distratto, come se in un loop infinito continui a dimenticare la sua dimensione, distratto dai continui input che arrivano incessanti da ogni parte. Il suo peccato più grande è dimenticare. dimenticare chi siamo. dimenticare cosa è vero e cosa è falso. dimenticare che il cielo non è sopra di noi, ma dentro di noi. un cielo immenso che ci potrebbe letteralmente far staccare da terra solo soffermandoci sul fatto stesso che in questo istante esistiamo. solo il fatto di calpestare questa terra, con tutte le sue assurdità legate alla fisica e alla ragione dovrebbe proiettarci in un momento al di fuori del tempo, dove poter scorgere minimamente che la condizione umana è solo un riflesso di un infinita esistenza senza tempo e senza spazio in cui noi esistiamo e la cosa più meravigliosa a cui potremmo asssistere o ambire è il fatto di essere e basta. La nostra vita ci sfugge tra le mani, giorno dopo giorno senza mai passarci davanti, o almento non davanti ai nostri veri occhi, qeulli che il cervello mette in moto solo in rare occasioni: quando abbiamo davanti la ragazza della nostra vita, quando tocchiamo il fondo, quando beviamo quel giusto per perdere le inibizioni, quando la nostra ragione si spinge oltre il ragionevole dubbio e cerca oltre a ciò che sappiamo essere vero ed essere, con molta probabilità, il contrario.
è un confine labile, in cui non possiamo che notare un vuoto considerevole nella nostra percezione di noi stessi. un vuoto che sappiamo intrinsecamente che dovrebbe essere colmato con una spiegazione. ma come quel vuoto non esiste quando quelle determinate condizioni di attenzione non si verificano, così la risposta fa altrettanto: il più delle volte non esiste. eppure sappiamo in cuor nostro che ogni giorno la domanda fa parte della nostra vita. ed ogni girono scegliamo inconsciamente di ignorarla. chi siamo? perchè ciò che abbiamo davanti allo specchio non è che la punta dell'iceberg. ciò che vediamo è solo la conseguenza di uno ieri che è dentinato a ripetersi finchè ciò che chiamaiamo vità non abbandonerà il nostro corpo. ma in realtà sappiamo di esistere da prima che questa condizione iniziasse e sappiamo di continuare a farlo dopo. ma il più delle volte non abbiamo ne il tempo ne la voglia nemmeno di dedicare il nostro tempo a questo grande mistero che è la conoscenza della parte più profonda della nostra anima, del nostro sè, della nostra condizione umana.
Siamo pecore che muoiono ogni giorno nell'ovile e rinascono la mattina dopo, incoscenti del prima e del dopo.
In questi momenti assaggiamo i nostri sentimenti più puri. esasperiamo i nostri desideri creando un mondo che dura un istante, il momento di un pensiero, in cui assaporare la perfezione. Vivere per un lampo ciò che vorremmo veramente, senza comunque riuscire a dargli un nome. è questa la vera felicità che cerchiamo. è questa la nostra pace, il nostro vero obiettivo di vita. L'amore verso qualcosa o qualcuno. verso il nostro traguardo. Per tornare alla vita reale e dire "ce l'ho fatta, sono arrivato".
Forse in qualche modo la fine della ricerca, la cessazione del tormento, dell'incipit che la spinge, è più importante del traguardo stesso. o forse sono la stessa cosa: tascendere la condizione umana di infitia instabilità e incompletezza per godere finalmente dei frutti del nostro lavoro attraverso un eterna contemplazione di un momento infinito oltre lo spazio e il tempo della condizione umana.
Forse la morte è questa liberazione. Dal corpo, dal tempo, dalle distrazioni. Ma perchè allora in certi casi è cosi dolorosa. come se il dolore fosse una parte di un percorso che dura più vite. Se ci penso, è stupido relegare una cosa così grande ad una dimensione di tempo come una sola vita di un essere umano. le condizioni ambientali, il momento storico, anche le coincidenze non potrebbero garantire quella totalità di esperienze per poter essere coscienti veramente di ciò che al di là della apparenze ci accade intorno e ci vive addosso, modificando la nostra percezione della nostra esistenza.
Ora per esempio riesco a vedere ciò che di fantastico c'è dentro di te. come se riuscissi a visualizzare il tuo amore in qualcosa di amteriale che completa il tuo corpo ed il tuo essere tutti i giorni. quel qualcosa che inconsciamente, per cosa abbia deciso in passato e per cosa sia successo mi riporta inesorabilmente accanto a te in ogni situazione possibile e inimmaginabile. quel qualcosa che ti eleva al di sopra di ogni essere umano, con tutti i tuoi difetti, come i miei, che dovrai affrontare nel corso della tua vita. ma ciò che vedo non è ciò che sei adesso, ma la scintilla splendente che ti accompagna quando non ci si ferma ad un momento solo, ma si intravede solo capendo ciò che veramente porti dentro. un amore incodizionato e un'intelligenza fuori dal comune. cose che ti classificano come persona che ha tutte le carte in regola per andare oltre a ciò che oggi è. oltre a ciò che oggi sono. fino a dove potremmo essere un giorno unendo le nostre domande e le nostre risposte. Noi siamo più di quello che siamo sommando noi stessi. siamo la scintilla divina che che crea. Insieme siamo la variabile che sbilancia l'equazione e che non fa tornare i conti. siamo una meravigliosa teoria della fisica che ancora deve essere scoperta.